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Investimenti Italiani in Romania

Il flusso degli investimenti italiani è stato discreto, specie nel settore tessile e nella trasformazione del legname, anche se è praticamente impossibile calcola-re quello dei disinvestimenti; tuttavia, nella classifica dei principali Paesi investi-tori, l'Italia si è collocata al sesto posto in termini di capitale registrato (dopo l'Olanda, la Germania, gli Stati Uniti, la Francia, e l'Austria) e sul primo posto come numero di aziende.

Dalla caduta di Ceausescu (dicembre 1989) ad oggi, superati i primi anni di impasse, durante i quali è stato lento ed incerto il passaggio dal sistema centralista all'economia di mercato, le joint-ventures costituite in Romania con capitali italiani sono arrivate a superare la cifra di 11.600.

È vero che oltre l'80% è rappresentato da società a responsabilità limitata e solo il 30% circa con capitale versato superiore ai 18 mila euro ed in gran parte operanti nel settore dei servizi e nell'import-export, ma è altrettanto vero che le aziende italo-romene sono ormai tutte ben posizionate e desiderose di consolidare la loro presenza. Ben presenti anche i nomi prestigiosi del sistema produttivo italiano quali Ansaldo, Assicurazioni Generali, Italstrade, Fiat/Iveco, Parmalat, Telecom (tramite Sirti/Finsiel), Gruppo Frati, Stefanel, Merloni, Impregilo.

L'interesse ad investire in Romania si basa su alcune ragioni fondamentali: il basso costo della manodopera e delle risorse naturali; la posizione strategica ed i vantaggi comparativi rispetto agli altri paesi dell'area centro-orientale, tenuto conto, oltretutto che la Romania è il secondo mercato, dopo la Polonia, per numero di abitanti (circa 22,6 milioni); e, non ultima, la futura integrazione nell'Unione Europea.

Giova ricordare, infatti, che la Romania conta di entrare a far parte dell'Unione Europea entro il 2007, dopo aver fatto domanda di adesione il 22 giugno del 1995. In tale prospettiva il Governo ha avviato una politica di maggiore apertura del mercato e di privatizzazione dei beni statali, nonché una profonda trasformazione della pubblica amministrazione.

Un importante elemento che valorizza il riassetto istituzionale romeno è senz'altro la forte presenza nell'alta dirigenza governativa di molti giovani ministri e segretari di stato. Persone di elevata preparazione, conoscenza di lingue straniere e forte apertura mentale: elementi fondamentali per un proces-so d'integrazione più veloce anche a livello di cultura amministrativa e sociale.

Infine, va anche segnalato un improvviso incremento della presenza degli istitu-ti di credito italiani.

La maggior parte delle imprese italiane presenti in Romania sono impegnate nelle cosiddette 'produzioni lohn', produzioni in temporanea importazione di semilavorati per la successiva lavorazione in loco e riesportazione del prodotto finito.

Peraltro, sempre più frequenti gli investimenti italiani e le delocalizzazioni nelle Zone Franche ed in quelle cosiddette Sfavorite, attratti, oltre che dal basso costo della manodopera locale, dagli incentivi fiscali finora previsti per quelle aree.

 
   

TESEO srl - Bucuresti - Romania
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